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Progetto ECCO, l’inserto su “La Nuova Ecologia” di novembre


Il numero della rivista e il suo inserto verranno presentati oggi alle 15,30 in diretta sulle pagine Facebook di Legambiente e La Nuova Ecologia, e su www.lanuovaecologia.it

Sulla copertina del numero di novembre di “Nuova Ecologia”, la mano dell’Europa consegna all’Italia i soldi necessari alla nostra ricostruzione. Titolo: “Svolta verde”. Sommario: “Con l’economia fossile al capolinea i fondi del Next generation Eu sono un’occasione unica per vincere la sfida climatica. E far ripartire il Paese”. Nella sua storia di copertina il mensile di Legambiente presenta i pilastri e i paletti su cui costruire il domani e ragiona sull’obbligo morale di pensare ai giovani nell’utilizzare le risorse europee, coinvolgendoli nelle scelte. L’Unione Europea con il nome scelto per il programma di finanziamenti ha voluto rendere esplicito che questo è il nostro appuntamento con il futuro. Non c’è stato, e forse non ci sarà mai più, un momento così favorevole per programmare e realizzare una giusta e lungimirante transizione ecologica: mettiamo al centro le persone, le imprese e i territori, e abbandoniamo le vecchie ricette. Fra le riforme fondamentali c’è lo stimolo all’innovazione necessaria a strutturare l’economia circolare per creare valore. In relazione alla questione della competizione internazionale bisogna invece mettere a punto una border carbon tax, per radiografare i costi ambientali dei prodotti d’oltre frontiera che raggiungono i nostri mercati.

È in questo contesto che si inserisce il progetto ECCO – Economie Circolari di COmunità, promosso da Legambiente e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, raccontato in un inserto staccabile all’interno del mensile.

È possibile coinvolgere nella transizione ecologica dell’economia anche le persone in condizione di marginalità, le persone più fragili? Con ECCO stiamo osservando filiere economiche capaci di avvicinare l’inclusione sociale all’economia circolare – avvicinamento che chiamiamo “inclusione circolare”, grandi e piccole iniziative presenti sul nostro territorio a macchia di leopardo. 

Nell’ambito del progetto abbiamo effettuato una ricerca analizzando i dati Excelsior: quasi l’ottanta per cento (esattamente il 78,8%) è la quantità dei contratti programmati dalle aziende italiane sono destinati a persone che potevano vantare competenze verdi. Competenza green che è richiesta per professioni come il cuoco (55%), il barista (44%) o il parrucchiere (44%), ma anche professioni più tecniche, come i meccanici e i riparatori di biciclette (39%). Le aziende richiedono competenze green non soltanto ai profili altamente specializzati, ma anche chi cerca occupazione dopo la scuola dell’obbligo. Questo costituisce un elemento importante per il nostro lavoro, perché è impensabile fare “inclusione circolare” senza la possibilità di avere posizioni lavorative aperte con queste caratteristiche.

“Alla ricerca nazionale svolta insieme a Marco Gisotti e Green Factor è seguita una mappatura seguendo il metodo del design potenziale dei territori svolta insieme a Carlo Andorlini dell’Università di Firenze per raccogliere in 13 regioni italiane l’esistente e il potenziale, e da questo ragionare sui percorsi specifici in ogni territorio” commenta Lorenzo Barucca, responsabile nazionale economia civile Legambiente. “Dalle analisi siamo partiti inaugurando, nonostante le difficoltà del momento, 15 Rihub – spazi fisici coordinati nel territorio a Grottammare, Potenza, Gemona, Roma, Alpignano, Milano, Maruggio, Campi Bisenzio, Pescara, Succivo, Palermo, Vicenza, Bologna, San stino di Livenza,  di progetto che insieme a realtà locali, imprese e pubblica amministrazione coinvolgono sulle loro filiere specifiche le comunità locali attraverso dei forum , incontri e formazioni”.

L’inserto di ‘Nuova Ecologia” racconta infine il delicato processo della preparazione per il riutilizzo. Il progetto ECCO sta lavorando insieme alle cooperative sociali raggruppate nell’associazione 14 Luglio, per dare prospettiva e stabilità alle esperienze animate spesso, ma non solo, da cooperative sociali nei territori che investono sulla seconda vita dei prodotti.

“L’obiettivo del progetto e quello di facilitare la nascita di infrastrutture sociali nei comuni o intercomunali in grado di favorire un’economia capace di praticare inclusione circolare, anche attraverso la creazione di distretti di economia civile” conclude Lorenzo Barucca, “dove attori diversi – imprese, pubblica amministrazione, terzo settore, enti formativi, cittadini – lavorano insieme per creare un sistema generativo capace di impattare positivamente su aspetti ambientali e sociali per lo sviluppo economico del territorio”.

Il nuovo numero della rivista e il suo inserto sarà presentato oggi 2 novembre alle 15,30 in diretta sulle pagine Facebook di Legambiente e La Nuova Ecologia, e su www.lanuovaecologia.it. Introduce Francesco Loiacono, direttore di Nuova Ecologia. Partecipano: Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, Leonardo Becchetti, professore di Economia all’Università Tor Vergata di Roma, Vanda Bonardo, responsabile Alpi di Legambiente, Lorenzo Barucca, responsabile economia civile Legambiente, Elisa Cozzarini, giornalista di Nuova Ecologia, Giulia Assogna, giornalista di Nuova Ecologia.

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